La qualità in vigna

L’amore per le cose fatte bene a Bosco del Merlo si concreta in un’attenzione particolare per il lavoro in vigna, che, eseguito con estrema cura e perizia, consente di superare gran parte delle difficoltà e degli imprevisti che la stagione può riservare, per ottenere uve della massima qualità in ogni annata.

Un team affiatato e molto competente di agronomi e consulenti si occupa di gestire le operazioni in vigna, nell’ordine che vediamo, durante l’anno.

Le operazioni elencate di seguito sono tutte effettuate manualmente e richiedono grande pazienza e competenza. Si tratta di importanti e decisivi investimenti a favore della qualità che solo poche aziende possono permettersi di effettuare.

La potatura

È il primo grande passo verso l’eccellenza. Prendendo in considerazione la vigoria della pianta e il legno prodotto durante l’anno precedente, si lascia un carico di gemme adeguato, in modo che la pianta produca solo i grappoli che può effettivamente nutrire e portare a corretta maturazione.

La selezione dei germogli

In base alla qualità del germogliamento si interviene quando i giovani germogli hanno la lunghezza di 10 – 15 cm e si cerca di rendere la vegetazione omogenea, eliminando i tralci troppo o troppo poco vigorosi. Questa operazione rappresenta a tutti gli effetti un primo diradamento e quindi una selezione importante.

Le cimature

Sono il taglio dei tralci appena giunti alla lunghezza adeguata. Sono effettuate nei momenti in cui si vuole deviare l’energia della pianta dagli apici dei germogli ai grappoli, ad esempio nella fase post-fioritura o in allegagione.

Le sfogliature

Si fanno 2 o 3 volte all’anno. Si tratta dell’eliminazione delle foglie al fine di gestire il microclima della fascia – grappolo in modo da assicurare
la salute dell’uva. Si gestisce l’ombreggiamento o l’esposizione alla luce dei grappoli a seconda della varietà e delle maturità tecnologiche, aromatiche o fenoliche desiderate. Generalmente la prima sfogliatura è ad est per fare arrivare all’uva solo il sole del mattino. La seconda è nella parte bassa della parete. La terza si compie ad ovest, tardi nella stagione e si effettua soprattutto sui vitigni rossi.

Il diradamento

Detto anche “vendemmia verde”. Serve a decidere definitivamente il carico produttivo della vite.

Si esegue prima dell’invaiatura (momento del cambio di colore degli acini). L’intensità dell’operazione sarà decisa in base allo stato di salute della pianta e all’andamento stagionale. Il diradamento definisce una grossa rinuncia dal punto di vista quantitativo a favore della qualità. La sua introduzione in azienda stabilisce un vero e proprio salto culturale, perchè si tratta di lasciare a terra grappoli già formati.

Le vendemmie multiple

Nello stesso vigneto possono essere eseguite, se necessario,  più vendemmie per selezionare solo i migliori grappoli in momenti successivi. Solo chi produce qualità senza compromessi gestisce un lavoro così articolato.

La precision farming in vendemmia

Si basa la vendemmia sulle mappe di vigore in modo da parcellizzare ogni appezzamento in base ad aree omogenee con uve dalle caratteristiche differenti. Questo significa ottenere dallo stesso vigneto uve diverse per caratteristiche tecnologiche (acidità, aromaticità).