Data: 01-01-1970

Bosco del Merlo e la Viticoltura Ragionata: presentazione a Vinitaly – 7 Aprile Stand Regione Veneto h. 11.30

Bosco del Merlo, azienda agricola della Famiglia Paladin, è pioniera in Italia degli studi sugli assorbimenti di anidride carbonica in vigna. L’impronta carbonica da noi non si stima, si misura, almeno sul lato degli assorbimenti.

Grazie al progetto Winezero, finanziato nell’ambito del PSR, che la vede coinvolta insieme ad altre due aziende del Consorzio Vini Venezia, sotto la direzione scientifica del prof. Andrea Pitacco dell’Università di Padova, Bosco del Merlo è la prima e unica azienda agricola in Italia ad aver collocato in vigna una centralina per rilevare – anziché stimare – gli assorbimenti di CO2.
Ciò rende più accurato e agevole il calcolo dell’impronta carbonica, misura utilizzata a livello globale per emettere il cosiddetto “bilancio carbonico”, ovvero capire quanto un’azienda sia virtuosa o quanto debba migliorare tutti i processi della propria filiera produttiva e commerciale per limitare gli impatti negativi sull’ambiente e magari, anzi, per diventare amica della natura.

Bosco del Merlo, produttrice di vini di alta qualità, fin dal suo esordio negli anni Ottanta è stata un’azienda all’avanguardia nella gestione attenta dei trattamenti in vigna. Paladina del biologico per molti anni, ora ha adottato una filosofia produttiva estremamente virtuosa che definisce “Viticoltura Ragionata” e di cui il progetto Winezero è un aspetto molto importante.

Al rispetto della natura, Bosco del Merlo unisce anche una sensibilità spiccata per la ricerca di una qualità senza compromessi, che passa per un’attenzione fortissima per le esigenze del consumatore in tema di salute (basso tenore di solfiti), oltre che di gusto.
Perciò Bosco del Merlo ha messo in campo una task force di agronomi ed enologi preparatissimi e innovativi con progetti che spaziano dalla zonazione, alla precision farming all’inertizzazione dei processi di vendemmia.

L’obiettivo è raggiungere eccellenza e purezza nel vino sotto tutti gli aspetti, rispettando nel contempo uomo e ambiente, lavorando pianta per pianta.
Queste alcune delle azioni concrete, oltre a Winezero:

Zonazione: conosciamo i nostri vigneti come figli. Ogni appezzamento ha le sue caratteristiche per terreno, microclima, esposizione… e su di esso negli anni sono stati selezionati i cloni più adatti, grazie alla grande esperienza dei vignaioli. Uve spesso discnendeti da vigneti secolari, specie per le varietà tipiche del territorio, come ad esempio il tai (o sauvignonasse) da cui nasce il Lison Classico di Bosco del Merlo.

Precision farming: con l’aiuto di GPS e mappe di vigore, si sono esasperati gli studi sulla zonazione, già effettuati nel tempo, arrivando a lavorare pianta per pianta in vigna. Zero sprechi nei trattamenti. Ogni pianta riceve solo e giusto ciò di cui ha bisogno sia in termini di concimazioni sia in termini di antiparassitari.
In partnership con Casella team, con lo Studio Ingegneristico Terradat di Paolo Dosso e con Appleby, è stata addirittura creata e brevettata una macchina spargi-concime, inaugurata a fine marzo a cominciare dai vigneti di sauvignon blanc Turranio.
Essa è collegata al satellite per dosare correttamente e automaticamente il nutrimento per le viti. Inoltre viene usato solo concime organico, per rigenerare e dare maggior struttura al terreno. In questo modo non solo si preserva l’ecosistema, ma si migliora la vigoria media dei vigneti e si ottiene uva di miglior qualità e più sana, presupposto per l’ottenimento di vini eccellenti.

Inertizzazione della vendemmia: per abbassare i solfiti nel vino servono uve perfettamente sane. Per ottenerle, un primo passo sono i trattamenti precisi di cui al punto precedente. Poi bisogna evitare l’uso dei solfiti in vendemmia. Per evitare le ossidazioni e preservare la massima qualità e la freschezza delle uve appena colte, a Bosco del Merlo tutto il processo di vendemmia avviene in atmosfera controllata, dal carro alla pressatura, in modo da scongiurare il contatto dell’uva con l’ossigeno. Ciò consente di portare uva perfetta in cantina.

Con la viticoltura ragionata Bosco del Merlo si propone di continuare a far crescere i propri vini sotto i profili organolettici – aroma e gusto – e contemporaneamente porta avanti le proprie battaglie per la salubrità del vino e un felice rapporto con l’ambiente.